Happenings Claudio Popovich
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Claudio Popovich

«…Si tratta di multipli che si rapportano nello scatto di reciproche differenze, senza ostentare il gioco dell’incastro ma ovviamente enucleate da un finito numero diserie. Ad altezze diverse, che superano lo spettatore e trinano l’aria con laterali pinnacoli: alberi. E fiori, pietre, siepi, di data eleganza. Alla caviglia, al ginocchio, al petto dello spettatore. Che può farsi strada nel «bosco», mutare disposizione degli elementi, inventare un suo rapporto. Francesco Guerrieri ne propone qualcuno possibile… Nasce un bel gioco appena qualcuno ha voglia di giocare.

Chi gioca è l’autore di se stesso perché cerca e trova un rapporto, comunica. L’impegno specifico di Guerrieri è emerso quando si è trattato di collocare ciascuno e tutti gli elementi all’interno di una galleria, un certo spazio. Il cervello si sloga, lo sguardo si mescola. Perché ogni elemento è serialmente implicato, sicché posso pensare ad un numero che sovrasta il bosco, la città, ipoteticamente la natura…

Pensiamo ad un bosco di mille, centomila, un milione di elementi, fra serie che si incrociano come in un meccanismo impazzito.

… Guerrieri si è incluso, sta dentro il bosco, il bosco è in galleria, nella galleria e nel bosco posso entrare io pure e chiunque. Nel mondo Guerrieri propone una struttura che si addentra in strutture di ricambio, che nel mondo si allarga».

CLAUDIO POPOVICH (dal catalogo “Un modo di farsi l’arte insieme all’artista”, diLia Drei e Francesco Guerrieri, ed. Uscita, Roma, 1970).