Metapittura Maria Torrente
Maria Torrente

 
«…Guerrieri sembra staccarsi dalla riflessione autobiografica della serie “Interno d’artista” per riferirsi al patrimonio di segni portati dalla storia. Tuttavia, le tracce del dialogo con la propria vicenda di militanza artistica sono presenti nel dipinto dalla scena frondosa arieggiante gli echi lontani del «pittoresco» e persino del «sublime». L’artista gioca sulla metonimia, quindi sullo «spostamento». La sua memoria entra ed esce dalla Storia ma ritorna all’interno, si fa di nuovo idea, pensiero, riflessione autocritica.
La nota dominante di questo lavoro è l’ambiguità, è come un avanzare a sghimbescio, nell’incertezza che deriva da infinite sollecitazioni, come nel sogno. La sua è veramente la «pittura della memoria». Per questo allontana i simboli archetipi del proprio ed altrui universo iconologico nell’illusionismo perfetto di un quasi-teatrino in cui, come Alice, guarda con specchiante meraviglia. Il paesaggio, socchiuso dalle nuvole tenere e accese del fondo, senza alcuna referenza iperrealistica nonostante una agreste veridicità, si dà, nella sua staticità, come pittura…»
 

MARIA TORRENTE, dal catalogo «Memoria della Pittura e/o Pittura della memoria», Spazio alternativo, Roma, dicembre 1981.