Metapittura Enzo Bilardello
Enzo Bilardello

«…La mostra di Guerrieri ha come insegna un quadro di Vermeer alle prese con un dipinto geometrico dinanzi ad una finestra aperta sul paesaggio. Altri quadri sono mutuati da o ispirati a Turner, a Friedrich e ad altri maestri del passato. In ogni caso c’è un violentissimo ritorno della natura dipinta posta in contrapposizione dialettica ad un pittore che in un angolo, vestito di panni antichi, sta operosamente producendo il suo quadretto astratto indifferente a quanto lo circonda. La crisi teorica è evidente e in questo caso si sposa ad una crisi esistenziale, ma per Guerrieri è fondamentale in questo momento far  vedere di che penne scintillanti si rivesta la pittura di paesaggio, che colori suggestivi può inventare per  noi. Era storicamente giusto il primo momento quello astratto-geometrico? Oppure c’è una verità sempiterna nella pittura tradizionale che non val la pena trascurare per mode e deformazioni storiche?».

ENZO BILARDELLO, da «Guerrieri e la “Querelle” degli antichi e dei moderni», Corriere della Sera, Roma 22/1/1983.