Metapittura

Metapittura

Tommaso De Chiaro

“…nella pittura di Guerrieri, semiologica, la gabbia prospettica e lo sfondo di un paesaggio (dipinto di un dipinto) hanno in sé i propri referenti; come la Pipa di Magritte, l’immagine qui è immagine di se stessa, pittura al quadrato, tutta calata però nella astanza fenomenica di uno spazio tridimensionale”.

TOMMASO DE CHIARO, “La pittura rianimata dal passato al presente”, Puglia, Bari, dicembre 1981


 
Mario De Candia

«Il limite strutturale e il confine pittorico che il quadro, come supporto, impone all’operatore ha costituito e costituisce il nodo centrale della ricerca pittorica di Guerrieri che, in quest’ultimo ventennio, ha cercato di superare queste costrizioni riducendo al minimo il suo intervento pittorico. In un primo tempo limitandosi a scansioni geometrico cromatiche Guerrieri passa successivamente ad agire quasi esclusivamente sui margini della tela, sulla cornice, rinunziando alla rappresentazione nel quadro.
In questa mostra, i problemi dell’autore vengono, come dimostrano le opere esposte, affrontati dall’interno del supporto: e si manifestano in una sorta di pittura all’interno della pittura, quadro dentro quadro, e nelle quali il paesaggio viene coniugato agli elementi formali e strutturali più tipici della sua pittura».

MARIO DE CANDIA, «Francesco Guerrieri», La Repubblica, Roma, 29/1/1982


 
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