Opere Polimateriche Giuseppe Valentino

Giuseppe Valentino

Impronte temporali

“Quanto al rapporto spazio-tempo, in questo genere di pittura materica, esso è un rapporto di coincidenza: lo spazio si viene formando e si ferma nella materia. Simultaneamente il tempo si fissa in quella stessa materia con la sua irripetibile impronta”. E’ del marzo 1961 questa riflessione di Francesco Guerrieri sul fondamentale rapporto materia - spazio – tempo, cifra portante della ricerca visiva attuata in quei fatidici anni ’60.
Considerando maggiormente veritiera la critica d’arte quando scaturisce dalla traduzione testuale del pensiero diretto dell’artista sulla propria opera, non posso che continuare ad osservare “da artista”, questi mondi primordiali costruiti con le materie sensibili, scelte e messe in opera attraverso le impalcature mnemoniche della mente di Francesco. E’ questa poi, una stagione pura dell’avanguardia italiana, alla quale oggi bisogna ri-guardare con sacrale rispetto, nell’umile tentativo di un confronto con la situazione attuale della ricerca visiva.
Nelle quindici opere esposte nella Galleria d’Arte Contemporanea di Taverna, dopo i prestigiosi passaggi romani e di Palazzo Chigi a Viterbo, la materia si manifesta come cosciente rapporto esistenziale, inusitatamente equilibrato nei pur limitati campi polifunzionali dei rettangoli o dei quadrati.
Forme e policromie magmatiche, vivono spesso il confronto con le architetture lineari di oggetti industriali di recupero, rendendo così visibilmente plausibile la confluenza dei due principali filoni della pittura materica.
Non è difficile immaginare il “corpo a corpo” del giovane Guerrieri, combattuto per la nuova rivoluzionaria conquista dello spazio bianco di questi supporti, annullati ed inglobati nelle fondamenta dagli elementari segni di terra, aria, acqua e fuoco, in una sorta di resurrezione semantica della pittura che ripropone alla lettura presente la ridondanza di dati primordiali universalmente riconoscibili.
Così in Immagine, Cosmogonia, Azzurro, (tutte opere del biennio 1959 – ‘60) le poli materiche trasmettono la loro stessa essenza fatta di raggruppamenti, strappi, sovrapposizioni, cuciture, impronte ed ombre proiettate, il cui fascino si accosterà, pochi anni dopo, al ricordo del terreno lunare conquistato; mentre in "Presenze umane" in "Caverna", "Ritratto", il posizionamento degli oggetti metallici incorporati nella materia, sembra alternare la contraddittoria e drammatica riapparizione della figura con la sua contestuale cancellazione, storie ed impronte silenziose di un passaggio temporale.

GIUSEPPE VALENTINO, Mostra Museo Civico di Taverna, “Francesco Guerrieri, Opere polimateriche 1959 – 1962, 21 ottobre – 31 Dicembre 2006ARCHIVIO, mensilità di arte e cultura, a. XVIII n. 9, Mantova, novembre 2006